Harry Potter e l’Ordine della Fenice – Il mago fa la rivoluzione

film: harry potter e l'ordine della fenice

Il quinto film della serie è caratterizzato da un’atmosfera più cupa e dalle difficoltà che il protagonista incontra nella scuola. A poca distanza uscirà il settimo e ultimo libro dove si ci sarà la resa dei conti con Lord Voldermort.


E’ il momento della Harry Potter mania. A poca distanza uno dall’ altro escono L’Ordine della Fenice, quinto film della serie e il settimo e ultimo libro, quello che finalmente rivelerà la conclusione di uno dei più clamorosi successi editorial-cinematografici di sempre. Rispetto ai precedenti quattro film, L’Ordine della Fenice è più scuro, inquietante. Il primo, tanto per capirsi, senza una partita di Quidditch. L’atmosfera rende perfettamente l’idea che la resa dei conti tra Harry e Lord Voldemort si sta avvicinando. Per gli studenti di Hogwarts è finito il tempo della baldoria e degli scherzi. Anche per Harry le cose sono tutt’altro che semplici soprattutto a causa di Dolores Umbridge, funzionario prediletto dal Ministro della Magia, che con pugno di ferro prende il controllo della scuola dopo che Harry è entrato in conflitto con il Ministro ed è stato salvato dall’ espulsione da Dumbledore. Splendidamente interpretata da Imelda Staunton, Dolores Umbridge è uno dei personaggi più complessi e divertenti tra quelli creati dalla Rowling.
In breve Harry, insieme a Ermione, si rivela un rivoluzionario mettendo assieme l’esercito di Dumbledore, un gruppo clandestino che lotta contro chi, il Ministro e il suo funzionario in testa, si rifiutano di credere che Voldermort è tornato e spargono propaganda negativa sui Harry e i suoi alleati.
Non è di poco conto far notare che questo è il film più breve dei cinque prodotti nonostante sia tratto dal più lungo dei romanzi (870 pagine). Il fatto è che l’interesse è concentrato su scene drammatiche e collettive. Le relazioni fluttuanti tra Harry, Hermione, Ron, Cho Chang e l’intrigante nuova arrivata Luna Lovegood non hanno più lo spazio di prima a vantaggio, per esempio, delle lezioni di bacchetta magica che Harry dà ai suoi amici. Scomparse le divagazioni su fantasmi simpatici e le divertenti stramberie magiche della scuola. Ridotti all’osso gli intricati rapporti tra i singoli mentre assolutamente prominenti sono le relazioni di Harry con il suo amato padrino Sirius Black (Gary Oldman) e quella con Lord Voldemort (Ralph Fiennes), attraverso degli incubi così violenti da richiedere le lezioni private del Professor Snape (Alan Rickamn). A complicare le cose per Harry arriva pure Bellatrix Lestrange (Helena Bonham Carter), maligna cugina di Sirius e alleata di Voldermort. In tutto il film si avverte la mano del nuovo regista, David Yates (finora ha firmato solo per la tv ma è già stato ingaggiato per il sesto film) e quella dello sceneggiatore Michael Goldenberg che nel loro sforzo di sintesi e drammatizzazione sono riusciti a dar corpo a quella che è la metafora fondamentale del libro: le difficoltà del mago Harry e dei suoi amici sono quelle che crescendo si incontrano di fronte al muro della vita.
Paolo Biamonte