• Home
  • Sanctum 3D - Lo spettacolo dell'abisso

Recensioni

Sanctum 3D - Lo spettacolo dell'abisso

Film: Sanctum

Prodotto da James Cameron, il film sembra una prova tecnica dei sequel di Avatar. Riprese subacquee e un 3D spettacolari fanno da contraltare a una vicenda di esplorazioni sottomarine con una trama non propriamente originale.

 

Sanctum 3D apre la strada al doppio sequel di Avatar. Come ampiamente sottolineato dalla pubblicità il film, che in America è andato piuttosto male, è prodotto da James Cameron, il regista che, con il già citato Avatar e Titanic ha firmato i due più grandi incassi della storia del cinema. L'implacabile James, che come molti sanno è un appassionato di esplorazioni sottomarine, ha messo a disposizione il Cameron/Pace Fusion 3D Camera System, la tecnologia di ripresa ideata dal super regista e utilizzata per girare Avatar.

Sanctum 3D ha due caratteristiche fondamentali: ha un 3D spettacolare, di una qualità infinatamente superiore alla maggior parte dei prodotti sul mercato, ed è il primo film ad applicarlo alle riprese subacquee.

La trama non è particolarmente complessa: Franck McGuire è una sorta di Superman dei sommozzatori che si è immerso nei punti più pericolosi del globo terracqueo. Anche uno come lui però può trovarsi nelle pesti: accade nelle grotte di Esa-Ala che si trovano a profondità abissali nel Pacifico meridionale (le riprese sono state effettuate sulle coste australiane). Una tempesta tropicale costringe McGuire, suo figlio, con il quale c'è un rapporto tempestoso, il finanziatore della missione e la sua fidanzata a inoltrarsi nella grotta sottomarina più inacessibile del mondo. A questo punto si mettono in moto le inevitabile dinamiche interpersonali tipiche di una situazione imprevista che mette a rischio la vita e costringe a pescare risorse sconosciute.

Film: Sanctum 3D

I personaggi sono un po' scolpiti con l'accetta e nel gruppo dei prodi subacquei è difficile trovarne uno che ti faccia venire la voglia di vederlo riemergere.

Al contrario da un punto di vista tecnico le riprese subacquee sono affascinanti e lasciano capire cosa potranno essere i sequel di Avatar quando dietro la macchina da presa al posto di Alister Grierson ci sarà James Cameron e nelle casse della produzione un budget milionario.

Paolo Biamonte