• Home
  • Venerdi 13 (2009)

Recensioni

Venerdi 13 (2009)

Film: Venerdì 13Il re-start della saga "Venerdi 13" diretto dallo specialista Marcus Nispel dietro la produzione di Michael Bay. Jason è vivo e si aggira ancora a Cristal Lake pronto a fare a pezzi chiunque entri nel suo territorio.

 

Intorno al campo estivo di Cristal Lake pesa da anni la macabra leggenda di Jason, il bambino deforme divenuto un feroce assassino a causa di un'infanzia infelice e l'educazione di una madre ossessiva. Clay arriva nella zona in cerca della sorella Whitney scomparsa poche settimane prima nei pressi del campo insieme ad altri escursionisti, il ragazzo incontra un altro gruppo di giovani vacanzieri intenti a raggiungere una casa sul lago per sfogarsi in festini di sesso e droga. Non sanno che Jason vive indisturbato nel buio della foresta pronto a scatenare un inferno di sangue e violenza.

Per giustificare la produzione di un film sporco e istintivo gli sceneggiatori Damian Shannon e Mark Swift, già responsabili del poco esaltante "Freddy vs. Jason" (2003), hanno concepito una storia "ground zero" sulle gesta di Jason piena di luoghi comuni e cadute di stile degne di un teenager imbranato. Il nuovo "Venerdi 13" è un miscuglio del secondo e terzo capitolo della saga storica con un prologo che ricorda gli eventi finali del primo film diretto da Sean Cunningham nel 1980. I primi 5 minuti del film sono la parte migliore, la mattanza del solito gruppo di bifolchi viene eseguita senza troppi preamboli e Jason ha i suoi momenti di gloria quando arrostisce una pettoruta ragazza dentro un sacco a pelo e pianta un machete in fronte a un ragazzotto. Quello che viene dopo è una minestra riscaldata che diventa fredda troppo presto.

In possesso di un'indubbia capacità tecnica Marcus Nispel ("Pathfinder") denuncia la mancanza di uno sguardo personale e di un'estetica che è tutta da imputare alla produzione di Michael Bay, il padre-padrone della Platinum Dunes, intenta in un'operazione di omologazione preoccupante per l'horror americano che sfregia le icone sacre dell'horror verso un appiattimento generale: Jason sembra Leatherface e viceversa, la prossima vittima annunciata è Freddy Kruger nel già imminente remake-restart di "Nightmare". I protagonisti carne-da-macello sono forse un caso a parte, la splendida Jessica Biel scream-queen del più che dignitoso remake di "Non aprite quella porta" ha generato un'invasione incontrollata di ragazzine-siliconate, non basta più una sola bellezza ne servono almeno quattro come nel caso di "Venerdi 13" che esagera con una parata voluta di tette al vento gratuita, ma i teenagers (e non solo!) maschi forse non chiedono altro. Anche i protagonisti maschili sono più prestanti del solito con fisici scolpiti e pettinature fashion. Viene da chiedersi se gli anni 80 che si vogliono omaggiare erano davvero cosi pacchiani.


Per fortuna, si fa per dire, c'è Jason che ristabilisce gli equilibri tirando delle sane mazzate ai più inutili personaggi principali visti in un film horror degli ultimi tempi, tra i quali udite-udite un giapponese deficente e un degno compare di colore, sembrano usciti da uno spin-off di "American Pie" e invece fanno cose durante il film (tipo giocare a basket al buio in un capanno degli attrezzi) talmente improbabili solo per rimanere isolati e giustificare l'arrivo di Jason che, ovviamente, giunge sempre senza fare rumore alle spalle. Jason si inventa sempre un metodo differente per accoppare la gente, bisogna ingannare la noia dopo decenni sempre nello stesso posto, ha imparato a tirare di arco da decine di metri di distanza e pratica il lancio in lungo dell'ascia. Un'olimpiade della morte in cui vince la medaglia d'oro, peccato che di sangue se ne vede pure poco nonostante le prestazioni.

Film: Venerdi 13


In ricordo della sua pellicola migliore, "Non aprite quella porta" (2003), vengono concesse a Nispel qualche (auto)citazioni nel frangente in cui Jason appende una vittima alle corna di un alce imbalsamata in puro Leatherface-style, mentre nei dintorni si aggirano degli strani abitanti (una donna con un cane ringhiante, un vecchietto e il suo camioncino sgangherato) che sembrano molto simili ai redneck del Texas in cui agiva la famiglia cannibale Hewitt. I riferimenti ai capitoli precedenti della serie "Venerdi 13" invece si sprecano, ovviamente c'è la solita maschera da Hockey che sostituisce un sacco di iuta(o stracci?) usato come copricapo da Jason in "Venerdi 13 l'assassino ti siede accanto" (1981), il terzo capitolo "Venerdi 13 Weekend di terrore" (1982) è richiamato nella scena-scontro nel fienile in cui Jason finisce impiccato ad una catena. Il finale prende di peso la conclusione leggendaria del primo "Venerdi 13" (1980) nei pressi del lago.

Il nuovo "Venerdi 13" è un film inutile, ripetitivo, completamente inerte incapace di emozionare, un'opera patinata che corrode dall'interno le fondamenta stesse del genere che vuole celebrare. Uno scempio che ha purtroppo beneficiato di una considerevole affluenza di pubblico e posto le basi per il sequel in previsione. Che tristezza.

Titolo Originale: "Friday The 13th"
Paese: U.S.A.
Rating: 4/10

Horror