Drag me to Hell – Bentornato Mr. Horror

Aggiornato il Settembre 11, 2009 da Il Guru dei Film

Film: Drag me to Hell

Dopo dieci anni dedicati all’epopea di Spider Man, Sam Raimi torna all’horror con un film scritto con il fratello Ivan che lo riporta ai fasti del terrore di La casa.

 

 

 Anche un film horror regala certezze: chi vedrà Drag me to hell, il film che, dopo la trionfale parentesi di Spider Man, riporta Sam Raimi alle sue origini horror, non potrà non uscire almeno con due convinzioni. La prima: Raimi è un grande regista che, nonostante il succeso fuori scala, non solo non ha perso la sua grinta di grande autore horror, ma è in stato di grazia. La seconda mai rifiutare un favore a una zingara con un occhio guercio.

Drag me to hell ci restituisce il regista della trilogia La casa (The evil dead), perfettamente in controllo e capace di terrorizzarci ma anche di farci ridere con l’orrore. Il progetto, scritto insieme al fratello Ivan, esisteva da 10 anni. Sembra evidente che si tratti di una sorta di vacanza ritagliata in mezzo agli impegni di Spider Man. Una vacanza presa molto sul serio che difficilmente deluderà i fan. Quanto alla zingara è presto detto: Christine Brown, la protagonista, lavora in banca, si occupa dei mutui ai privati ed è in attesa di una promozione. E’ una brava ragazza, fidanzata a un altro bravo ragazzo, il professore Clay Dalton con il quale ha una relazione che per la sua pudicizia sarebbe piaciuta all’elettorato più tradizionale di Bush. Ma a farla perdere è proprio l’ambizione: quando l’inquietante Signora Ganush, la zingara di cui sopra, chiede di prorogarle il mutuo per la terza volta, Christine si arrende alla pressione del capo che le dice che se davvero vuole quella promozione deve respingere la richiesta di Miss Ganush. E così, pur andando contro la sua natura, Christine dice no alla zingara che, senza il mutuo, perde la casa. Per la bancaria in carriera comincia un viaggio all’inferno. Miss Ganush è infatti in grande intimità con le forze del Male, è persino in grado di scatenare contro Christine Lamia. Tanto per capire: il nome è quello di una terribile figura della mitologia greca capace di assumere sembianze diverse per sedurre gli uomini e succhiarne il sangue. Nei secoli Lamia è diventato sinonimo di strega ma anche il nome della prima sacerdotessa del culto di Lilith.

Film: Drag me to Hell

E’ quasi inutile dire che una volta che quando si mette in moto la vendetta di Miss Ganush, nonostante il tutto sia avvolto in una sottile coltre di ironia, anche lo spettatore si trova catapultato in un incubo senza fine. In Drag me to hell non ci sono super killer esperti di chirurgia o folli cervelloni che spappolano corpi umani in nome di un’etica superiore. C’è una realtà che viene stravolta da forze occulte e incontrollabili. Christine che ha nel buon Clay, il positivista della situazione, il suo unico punto di riferimento, in certi momenti non sa rendersi conto se quello che le accade è reale o se si sia semplicemente impazzita.

Sul piano della tensione, della paura, degli effetti speciali e, perché no, del divertimento, Drag me to hell è un film che fa quello che i grandi horror devono fare: accompagnare lo spettatore all’inferno. A tenerlo per mano ci sono le due attrici cui sono affidati i ruoli principali: Alison Lohman, proprio brava negli scomodi panni di Christine, e Lorna Raver, la terrificante Miss Ganush. Il buon Clay è invece Justin Long.

Un’ultima considerazione: i Raimi brothers hanno scritto 10 anni fa questa storia, quindi molto prima che il sistema bancario, come tutti sapete, questa estate arrivasse a un passo dall’implosione su scala planetaria. E come tutti sapete, la crisi, che alla base ha i meccanismi perversi della finanza tossica, è stata innescata proprio dal collasso in America del sistema dei mutui sulle case. E’ davvero una forma di perversa ironia constatare come due uomini di cinema abbiano saputo leggere la realtà meglio di banchieri ed economisti. Peccato che i Raimi brothers non abbiano potuto offrire la consulenza di una Miss Ganush a tutti quelli che hanno perso la casa per colpa di un no di una banca che ha giocato sporco con i soldi dei risparmiatori.

Paolo Biamonte