Jarhead, la lezione della guerra senza eroi

Aggiornato il Febbraio 17, 2006 da Il Guru dei Film

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L'orrore della guerra descritto senza sangue, azione, violenza. Tratta dal memoriale di un soldato americano  che ha partecipato alla guerra in Irak del 1993, il film è un grande affresco fatto di attesa e piccoli dettagli diretto da Sam Mendes, il regista di American Beauty. Nel cast Jake Gyllenhaal (Brokeback Mountain) e Jamie Foxx.

"Ho vent'anni e sono stato abbastanza stupido da firmare un contratto". Chi parla così è un cecchino dei Marines. La domanda era: "Perchè hai deciso di far parte dell'esercito della Tempesta del Deserto?". In questa confessione c'è molto di Jarhead, il film che racconta l'orrore della guerra senza una sola scena di sangue, o di droga, o di tutto quel turbinare di elicotteri, armi, incubi vari che rappresenta ormai l'estetica di certo cinema. Non c'è neanche traccia di eroismo, l'azione, nel senso di violenza adrenalinica, è ridotta al minimo. Non c'è neanche il confronto diretto tra buoni e cattivi. Questa non è la guerra di Apocalypse Now, tantomeno quella di Three Kings, che racconta lo stesso scenario. Questa è la guerra che Dino Buzzati ha fissato per sempre nella memoria con Il deserto dei Tartari. Il vero nemico è l'attesa, il tempo occupato nella continua tensione di uno scontro che non avviene. Questa volta la prospettiva scelta per raccontare il conflitto più televisivo della storia è quella sei fanti, dei soldati a terra che mangiano la polvere e marciano nel deserto con uno zaino di 45 chili sulle spalle. Jarhead è il nuovo film di Sam Mendes, il regista di American Beauty che conferma l'originalità del suo talento adattando per il cinema il memoriale autobiografico di Anthony Swofford, arruolatosi a vent'anni nei Marines e partito per l'Irak nel 1993. Scritto da Mendes con William Broyles Jr., un ex Marines, e splendidamente fotografato a spalla da Roger Deakins, Jarhead vede una splendida performance di Jake Gyllenhaal (Brokeback Mountain) nel ruolo del protagonista? Accanto a lui,  Jamie Foxx, bravo nell'evitare gli stereotipi nella parte del sergente cattivo, Evan Jones, Lucas Black. Una storia di uomini sbattutti all'inferno raccontata attraverso i dettagli, come in un racconto di Carver. Anche fatti e cose apparentemente insignificanti possono offrire la chiave per interpretare di chi è partito per la guerra senza sapere perchè ed è tornato a casa senza aver sparato un colpo. La sua vita da cecchino è finita in quel deserto dove invece dei nemici ha trovato l'indentità.

Paolo Biamonte