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La Principessa e il Ranocchio - Quel buon vecchio sapore di cartone animato

Film: La Principessas e il Ranocchio

La Disney torna a proporre un film in 2D disegnato a mano con un progetto voluto da John Lasseter e che racconta una storia ambientata nella New Orleans degli anni '20 in cui quasi tutti i personaggi sono afro americani.

 

La principessa e il Ranocchio segna il ritorno della Disney al cartone animato classico in 2D, disegnato a mano. A volere questo progetto e a spingere perché gli studios tornassero al loro passato glorioso è stato John Lasseter, nuovo boss della Disney dopo che quest'ultima aveva acquistato la Pixar, la factory che proprio grazie a Lasseter ha di fatto fondato il cartoon digitale.

Da grande appassionato del genere, anche lui è cresciuto guardando i classici Disney e non sorprende che abbia voluto produrre un cartone animato disegnato, ideato e montato secondo schemi e ritmi tradizionali. Non è difficile immaginare che fosse ben consapevole del fatto che alla fine l'effetto ottenuto è sorprendente per contrasto, perché di fronte ai ritmi indiavolati del digitale, agli effetti del 3D, la morbidezza dell'animazione, il racconto disteso, i proverbiali dettagli dell'ambientazione risultano nuovi, affascinanti perché diversi.

La Principessa e il Ranocchio è il primo cartoon della Disney, dal 1946 (Song of the South) ad avere personaggi afro americani il che, nell' era di Obama, non è certo sorprendente. La storia è ambientata a New Orleans all'inizio degli anni '20 del secolo scorso - i roarin' twenties - l'epoca d'oro del jazz classico, quando la città sul Mississippi era la culla del jazz dove, tra Congo Square e Storyville, il quartiere dei bordelli, suonava gente come Louis Armstrong, King Oliver, Jelly Roll Morton. E il jazz è la spina dorsale della colonna sonora firmata da Randy Newman.

Film: La Principessa e il Ranocchio

Tutti i personaggi sono black, tranne il principe Naveen, il cui ceppo etnico √® indefinibile, e il ricco Big Daddy. E' afro americana Tiana, la principessa che poi in realt√† √® una ragazza figlia di una sarta e del proprietario di un ristorante che va in guerra e non torna pi√Ļ. Tiana diventa una giovane donna determinata a coronare il suo sogno che √® avere un ristorante tutto suo dove poter proprorre ai clienti il gumbo (il piatto nazionale della cucina di New Orleans) che era la specialit√† del suo pap√†. Cosa succede? Che in citt√† arriva il principe Naveen, un uomo charmant come pochi che se la gode fin troppo perch√©, finito in compagnia del cattivo, il medico vodoo (un'altra delle offerte di New Orleans) Dr. Facilier, si trasforma in un ranocchio. Cosa racconta la favola del principe e della rana? Che solo grazie al bacio di una principessa il principe riacquister√† le sue sembianze umane. Cosa succede qui? Che, nonostante la sua ritrosia a baciare animali anfibi, Tania bacia il principe e si ritrova trasformata in ranocchio pure lei. Cos√¨ la coppia va a vivere nel bajou (la zona paludosa che √® la patria della musica cajoun e zydeco, degli alligatori e del vodoo). Naturalmente in piena tradizione Disney le due rane continuano a comportarsi come uomini e i loro migliori amici diventano Ray la lucciola e l'alligatore Louis, che ama il jazz e suona il sax. Per uscire dall'empasse, dovranno trovare Mama Odie, l'unica che ha i poteri per sconfiggere la maledizione di Dr, Facilier. Non vi diciamo come va a finire ma non ci vuole una grande immaginazione per capirlo.

Che altro dire? Che poche città offrono spunti divertenti e pieni di magia come la New Orleans degli anni '20, che il jazz e dintorni riletto da Randy Newman (anche se manca la super canzone) è un tocco di classe, che l'idea di una fiaba al contrario in chiave black è un'idea vincente e che con questo film, grazie a John Lasseter, il papà del cartoon digitale, il pubblico riscoprirà il piacere del buon vecchio cartone animato della Disney. Che non è poco.

Paolo Biamonte