Stoker (2013)

Aggiornato il Ottobre 25, 2013 da Il Guru dei Film

Stoker (2013)L’esordio (horror) americano del regista Chan-wook Park. La morte improvvisa del padre per la giovane India significa ulteriore solitudine e sofferenza da condividere con la madre Evelyn. La scomparsa del congiunto coincide con l’arrivo inaspettato dello zio Charlie, India non ha mai saputo dell’esistenza del fratello di suo padre.

L’uomo si stabilisce in casa e si mostra da subito premuroso e gentile, Evelyn ne è attratta e sembra non nasconderlo, la faccenda infastidisce India visto che anch’essa subisce il fascino del nuovo arrivato. India si sente sempre più strana nei pensieri e desideri, si tratta di qualcosa legata allo zio Charlie e al mistero che lo circonda.

Il regista (sud)coreano è quello di “Old Boy” (imminente il remake americano) e della trilogia della cosiddetta “vendetta” (gli altri capitoli sono “Mr. Vendetta”, “Lady Vendetta”), e non solo, insomma uno dei più celebrati nomi giunti dal cinema orientale degli ultimi anni, l’esordio per Hollywood era solo questione di tempo per una prassi ormai consolidata, quasi inevitabile. Il primo film americano di Park Chan-wook è un horror non scontato, almeno nella prima parte, con un titolo singolare, “Stoker” è il nome di famiglia della giovane protagonista India. E’ anche il cognome del celebre autore di “Dracula”, attenzione, qui non ci sono vampiri intesi come esseri succhia-sangue ma le tensioni che attraversano i personaggi sono fortemente “vampiriche”, di perturbante attrazione fatale. E poi c’è tutta una atmosfera misteriosa e ambigua che rappresenta la cosa migliore della pellicola, insieme allo stile del regista, elegante e con un montaggio notevole.

Stoker (2013)

Grande prologo con voce off di una giovane donna che in seguito scopriamo essere la protagonista, una ragazza strana con una sensibilità fuori dal comune che le permette di percepire i suoni e gli oggetti più lontani, sembra di stare al limite del fantastico ma quello che appare è invece (forse) una ragnatela mentale di percezioni distorte e malate. Una famiglia spezzata all’improvviso da un lutto si ricompone con l’insolito e inaspettato arrivo di un parente sconosciuto, Charlie prende il posto del padre di India, utilizza anche i suoi vestiti e sembra conquistare la fresca vedova Evelyn. Un gioco a tre che implode da subito, cosi come repentino è il senso di inquietudine e mistero: la figura incombente di Charlie al margine del funerale, nelle prime scene.

Sorprende sapere che la sceneggiatura è firmata da Wentworth Miller, l’eroe della serie “Prison Break” e il Chris Redfield di “Resident Evil Afterlife”, anch’egli un esordiente in questo caso visto che per la prima volta si trova in fase di scrittura. Se la prima frazione del film fila liscia e dissemina inquietudine buona parte del merito è anche suo, verso il finale subentrano anche troppe spiegazioni/rivelazioni che smorzano il tutto e fanno tendere “Stoker” verso i prodotti (horror) più standard, nonostante resti una spanna sopra a titoli vagamente similari come “Il segreto di David” (il remake de Il Patrigno). Park Chan-wook sconta di conseguenza la prevedibilità della storia, non prima di predisporre una serie di sequenze di bellezza glaciale, in tutti i sensi (la scena del congelatore).

La riuscita del film non può che poggiare sulla prova attoriale, la 18enne India è interpretata da Mia Wasikowska, la spider-baby della situazione (molto belle le sequenze dei ragni che le fanno visita), a suo agio anche Matthew Goode (Charlie), disturbante al punto giusto, mentre Nicole Kidman, il nome di punta del film, è più che adatta nel ruolo dell’anello debole della famiglia, la madre di Evelyn. Un buon film per Park Chan-wook che non raggiunge le vette (altissime) dei lavori precedenti ma questa è un’altra costante dei registi orientali giunti in America. Da vedere, resta uno dei titoli horror migliori della stagione.

Titolo Originale: “Stoker”
Paese: U.S.A.
Rating:7/10